Nuovo Foto calcio Balilla Argiolas-sport Akrobatik
dicembre 2, 2009 by argiolasport
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Calcio Balilla Argiolas-sport senza gettoniera… visualizza le nuove foto
Il re del calcio balilla e i suoi tiri strabilianti
luglio 22, 2009 by argiolasport
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la Nuova Sardegna — 13 ottobre 2008 pagina 07 sezione: SARDEGNA
SASSARI. Un gioco, un passatempo, ma anche un vero e proprio sport con tanto di riconoscimento ufficiale da parte del Coni. E soprattutto una grande passione, capace di trascinare e coinvolgere parecchi milioni di persone in tutto il mondo. Chi non si è mai tirato su le maniche e ha afferrato con grinta le manopole delle stecche per giocare a calcio balilla, o biliardino che dir si voglia? Giuseppe Argiolas ha provato per la prima volta a cinque anni e col tempo è diventato un autentico fenomeno, riuscendo a fare con le sagome degli omini che manovra cose inimmaginabili. Numeri da giocoliere documentati in alcuni video cliccatissimi su youtube tanto da superare le 300 mila visite. Filmati commentati con meraviglia e un po’ di incredulità da decine di utenti. Come per le famose quattro traverse consecutive di Ronaldinho, ma senza montaggio ad arte. Sono tutte autentiche le prodezze di Giuseppe Argiolas. Alza la pallina con un movimento sincronizzato tra portiere e uno dei due “terzini” e con un pallonetto sulla testa di tutti i giocatori insacca nella porta opposta. È soltanto una delle acrobazie del funambolico Giuseppe, difficili da spiegare a parole ma assolutamente da vedere per ammirare la fantasia e la bravura di questo mago del biliardino. Cagliaritano («di Monserrato» precisa), dimostra molto meno dei suoi 31 anni e lavora nel settore amministrativo di un’impresa di pulizia. Ad appassionarsi al calcio balilla inizia ben prima di essere in età da “balilla”: «Da molto piccolo mi piacevano soprattutto i videogame – racconta – Poi mi padre mi convinse a provare, quando non avevo ancora sei anni, e subito notarono il mio talento. Usavo uno sgabello perché non arrivavo all’altezza del tavolo. Iniziai a sfidare persone più grandi e a migliorare a vista d’occhio giorno dopo giorno». Ma il biliardino è soprattutto un simbolo dell’oratorio e anche per Giuseppe quello vicino a casa è stato il “campo da gioco” dell’esordio, prima del passaggio a bar e circoli. E alle sfide tra amici, al termine delle quali vinti e vincitori finiscono per bere insieme con la classica regola di chi perde paga. Divertente e aggregante, il gioco inventato quasi cento anni fa dallo spagnolo Alejandro Finisterre, non soltanto per le due coppie impegnate con i 22 omini, metà blu e metà rossi, ma anche per chi osserva ed è pronto a sfidare chi arriva prima a sei (solitamente le palline sono undici). Tanto il pareggio non esiste. Si vince o si perde. Giuseppe è abituato a vincere: «Da ragazzino – ricorda – incontrai un amico con il quale ci fu subito un’intesa perfetta, lui in porta e io in attacco. Ho sempre preferito giocare davanti. Vincevamo quasi tutti i tornei organizzati da bar e circoli nell’isola. Poi però lui per motivi di lavoro è emigrato in Germania e per quasi dieci anni anche io ho giocato raramente. La passione però è tornata. La svolta è stata qualche anno fa quando ho comprato un calcio balilla e mi è venuta l’idea di rivoluzionare il gioco a livello spettacolare. In fondo in tutti gli sport esiste il freestyle al di là delle partite. Quindi con un po’ di fantasia ho provato tutte le acrobazie che poi ho messo in un video e in Rete». Giocate molto viste su youtube, che hanno permesso a Giuseppe, fra l’altro, di arrivare l’anno scorso primo classificato più volte nel programma di Italia Uno «Talent1» e di essere chiamato per fare lezioni di calcio balilla trasmesse via internet dove il “professor” Argiloas mostra i suoi numeri e diverse tecniche: dalla cinese alla napoletana. Tiri d’effetto, giochi di sponda con il “tridente” d’attacco difficili da eseguire e ancor più da parare se fatti con abilità e velocità. E poi le staffilate scoccate direttamente dal portiere. Oppure il cosiddetto morbidone, tiro molto lento dalla difesa o dalla linea mediana che, proprio grazie alla sua velocità anomala risulta particolarmente insidioso. «Inoltre un’azienda mi ha contattato e forse presto – aggiunge – sarò lo sponsor e il promotore di un nuovo biliardino che avrà il mio nome marchiato. Al momento non posso dire altro». Ma il sogno di Giuseppe Argiolas è quello di ogni atleta: partecipare un giorno alle Olimpiadi. «Il calcio balilla – spiega – era in programma a Pechino come sport dimostrativo. Però alla fine è saltato per problemi non ben chiariti. Speriamo tra quattro anni a Londra». Intanto l’obiettivo, dopo aver trionfato poche settimane fa al primo torneo regionale organizzato dalla Federazione italiana di calcio balilla a Ploaghe con 50 coppie provenienti da tutta l’isola, è quello di confrontarsi con i migliori giocatori italiani. «E magari – conclude – poter gareggiare con le più forti nazioni al mondo». – Francesco Lentino







